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218

Abbiamo ancora l’orribile e subdola tendenza a considerare certe morti come un fatto DI PARTE, certe morti come la fisiologica conseguenza di un preciso percorso culturale e, spesso, il nostro cordoglio è finto, di circostanza, non ci appartiene perchè non è la nostra guerra o la nostra idea.

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217

Non so dove comincia il mare e dove iniziano le donne e l’amore, non so nemmeno se esistono confini così netti. Uno dei ricordi più forti di quella stagione della mia vita era il senso di unitarietà. Una meraviglia! La vita, il sesso, il mare, certe sere a parlar di niente sotto le stelle…le stelle, un oceano di stelle come le puoi vedere solo in luoghi poco abitati e con pochissima luce artificiale…

216

Mi guardo attorno, scende la sera di quest’ennesima stagione sui generis, adesso è l’ora di tornare dentro il mio abito e dentro la scatola di latta che mi ha portato sino a qui. A Zafferana una granita di mandorla e poi giù, verso lo Jonio e Catania, in discesa verso la scogliera nera e acuminata che ha raccolto per millenni le voglie accese del vulcano. Riordinare i pensieri? Impossibile, troppa fatica e io sono pigro, molto pigro, al punto che vorrei che queste righe si scrivessero da sole e raccontassero di come la nostra vita è plasmata dal grembo naturale che ci accoglie dalla nascita, dai seni che ci allattano bambini, dal pane e dall’olio col pomodoro, dal profumo di basilico e dall’accento del dialetto che ascoltiamo quando ancora abbiamo strada davanti.

215

Far coincidere il “nuovo” confine dell’Europa con l’arco alpino è una minchiata di tenore assoluto. La questione Mediterraneo si farà beffe di noi fin quando continueremo tutti ad usarla come un espediente retorico o propagandistico: ci attendono giorni in cui questa retorica e le astratte rivendicazioni padane, francesi, italiane non serviranno più a nulla.

214

Nessuna verità assoluta e davanti a me l’immenso spazio del relativo. Qui sono a casa mia, nella mia isola: in Sicilia il sembrare vero conta più dell’essere vero e c’è gente che su questo ha vinto un nobel per la letteratura cambiando il teatro del novecento. Io faccio molto meno, guardo il mare. Dall’altra parte ci sarà pur qualcuno che fa la stessa cosa.

213

Dobbiamo cominciare a ragionare in modo pulito e semplice sui fondamenti della nostra convivenza sociale e civile, perchè ogni altra cosa a partire dalla politica nasce da lì. Sono tutti al nostro servizio e sono troppo pagati. Se in campagna elettorale affermano certe cose devono assolutamente metterle in pratica dopo, altrimenti dimissioni obbligatorie immediate. Nessuno, nemmeno il signor Presidente della Repubblica, è esente da questi obblighi di decenza umana, la sua particolare funzione tra l’altro lo obbliga a controllare esattamente questi aspetti della dinamica politica. Sono tutti al nostro servizio, la cosiddetta rappresentanza parlamentare significa questo: devi fare al nostro posto perchè noi te ne abbiamo dato l’incarico. Se non lo fai o fai diversamente devi semplicemente sparire.

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