ATTRAVERSAMI L'ANIMA

Fogli dispersi

OGGI NIENTE DA DIRE –

Posted by Rasi su 26 ottobre 2021

Di cosa dovrei scrivere oggi? Certamente di politica o di libertà di stampa. Di storia, di poesia… quale? Di una storia raccontata da sempre ad uso e consumo di una parte, una poesia che invece di volare sopra si perde nei vicoli di una sintassi scontata? Di quale politica? Quella che ha perso tutti i punti di riferimento e perpetua se stessa nei modi e nei tempi di sempre? Quella che non usa il compromesso lecito ma sfrutta il potere di esserci nel modo più bieco? La libertà di stampa ad uso e consumo di una parte pronta, al momento opportuno, a rinnegare il ciclostile da cui è nata e negare, negare fino alla nausea tutto, parole, fatti, storia…persone? Il contatto continuo con persone cui è possibile solo concedere un falso apprezzamento stando ben attenti a non commettere nemmeno il più piccolo errore di battitura, a non mostrare mai le radici del proprio pensiero e della propria vita. I blog come diari virtuali ingessati dalla prepotenza altrui, la necessità assoluta di restare dentro i binari che altri hanno posato per far correre le nostre parole. 
Quello che sogno è di poter tornare ad amare il sogno. Sono diventato insopportabile? A volte credo di sì, sento il peso di un trascinamento incomprensibile e lacerante. Ma esiste anche la coscienza di non aver detto abbastanza, non nel modo giusto.

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AD UN BIVIO –

Posted by Rasi su 24 ottobre 2021

Perché era sempre così brusco in certe situazioni e così incerto in altre? Non dipendeva dall’importanza obiettiva dell’argomento ma dal suo sentire intimo. Che non conosceva nessuno. Così era diventato da tempo un uomo strano e insopportabile tout court, imprevedibile o troppo scontato in certe sue alzate di testa senza “validi e comprensibili” motivi. Nulla era cambiato nelle stanze della sua adolescenza e in quelle dell’appartamento che stava visitando e questo non gli piaceva. Avrebbe dovuto sentirsi in qualche modo confortato, protetto da solidi principi radicati nel tempo ma non era così. La sua vita aveva preso una direzione diversa appena entrato nella prima giovinezza, allo scambio ferroviario l’addetto forse stava pensando ad altro, forse lo aveva fatto apposta ma il suo treno era finito su un’altra tratta. Accese la luce, le dita arrivarono subito dove dovevano: se ne meravigliò. Si stupiva sempre dell’automatismo di alcuni gesti suoi quasi non gli appartenessero o gli raccontassero di un altro uomo e di un’altra vita. Dal corridoio passò davanti alla cucina senza degnarla di uno sguardo, la sua stanza di ragazzo era poco oltre, il santuario delle cose perdute si trovava appena pochi metri più in là. Aveva paura di entrarvi, il motivo della sua assenza in quell’anno ormai trascorso era proprio la paura di rivedersi. E non piacersi.

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CARMELA –

Posted by Rasi su 20 ottobre 2021

Carmela, ci fu un tempo in cui il nuovo mi accompagnava sempre, spesso mi precedeva e mi faceva la sorpresa dietro l’angolo dei miei passi veloci. Era la letteratura in divenire, l’eros della scoperta e la seduzione dell’universo del dire di noi attraverso un sogno che non potevamo tener tutto racchiuso dentro. Nessuna stagione dura all’infinito se non quella rimasta impigliata tra le pieghe della scrittura e così adesso io ritorno a quel tempo, l’occhio scorre le tue righe e si interroga: la sorpresa è identica, la metamorfosi sospesa si completa. Il sogno si riapre silenzioso. Vorrei che fosse così per tutti ma so bene che è un’utopia. Tu sei una meraviglia ed io ho definitivamente chiuso; ad un compleanno è giusto fare bilanci.

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