ATTRAVERSAMI L'ANIMA

Fogli dispersi

  • Rasi

    Se sei qui è perchè l’ho voluto io, senza un commento non potresti mai arrivare qui. Vorrei che te ne rendessi conto. Il contesto temporale di questo blog è inusuale, consideralo una specie di libro posato sulle corde del tempo virtuale. La traccia di un’esistenza. Io sono Enzo, Enzo Rasi.
    Dentro il mio nick c’è il mio vero nome, dentro quello che scrivo la mia anima,e voi l’avete spesso ignorata.
    Forse lo avete fatto semplicemente perchè io non rispondo ai vostri canoni e sono inadeguato alla tendenza virtuale del periodo. Ebbene sì sono inadeguato e digerisco male i compromessi,
    eppure ne ho dovuti fare molti anch’io.
    Adesso però questa storia è finita, io scrivevo così, ora ho smesso, non mi interessa più, non nel senso che vedo interessa a molti di voi; mi interessavano altre cose e non le ho trovate.
    Ero un solitario, sono rimasto tale. Io sono dentro le cose che scrivo perchè esse sono sincere, raccontano la mia vita e i mei sogni
    ma quasi nessuno di voi in dieci anni ha mai commentato sull’argomento proposto, mi dispiace dirvelo ma è un difetto trasversale e copre sia lo zotico grezzo che il saccente intellettuale del web.
    Ero entrato in rete solo per liberare il mio mondo di scrittura, era la mia unica oasi, Adesso può vivere solo così.
    Questo è un addio.

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Mistero buffo

Posted by Rasi su 19 aprile 2021

Dario è morto stamattina a Milano, la sua città. Vederlo a teatro era uno spettacolo, recitava con il gesto e la mimica, era trascinante. Non mi è mai riuscito di vederlo solo come un artista di teatro e forse nemmeno lui si considerava tale e questo lato della sua vita mi ha impedito di considerarlo un genio assoluto. Un tipo da nobel per intenderci.
Fo è vissuto dal 47 in poi dentro l’alveo di una intellighentia di sinistra che a Milano aveva una roccaforte importante, era perfettamente inserito dentro l’unico circolo culturale che importasse, l’unico che domina l’ambiente culturale in Italia da settantanni. In questo contesto che condiziona anche oggi qualsiasi manifestazione mediatica chiunque (figuriamoci un istrione come lui) avrebbe potuto salire agli onori di essere considerato un maestro.
Della signora Rame non parlo per rispetto verso chi non c’è più ed era una signora, sono certo che si amassero veramente e lo trovo commovente.
Dario è nato dentro la guerra civile che insanguinò l’italia tra il 43 e il 45, fu un repubblichino, affermò che o così oppure la morte o l’esilio in Svizzera. Dimenticò la montagna dei veri partigiani! Poi vennero gli anni di piombo e chi come me era nell’ambiente universitario milanese sa di cosa parlo; vennero Piazza Fontana, Valpreda, Pinelli e il commissario Calabresi. Venne Lotta Continua, Adriano Sofri e un assassinio mediatico senza precedenti, arrivò una lettera aperta pubblicata su L’Espresso con 757 firme, tutto il gotha della cultura italiana. Dario Fo c’era e lo ritengo imperdonabile, squalificante, indegno di un premio nobel. Basta leggere e informarsi ( cosa improbabile in Italia) non è un mistero e non è buffo. RIP

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UNA FUGA –

Posted by Rasi su 17 aprile 2021

Non tutte le faccende hanno appigli che consentono almeno una parvenza di comprensione; questo libro è una fuga, ben vestita (credo) e organizzata con la logica di un maturo signore ricco d’esperienza e solitudine; le righe scritte o riscritte sono il riflesso di un concetto esistenziale che non prevede l’età ma la surclassa, ci gioca e pensa scioccamente di averla fatta fessa. Però dentro la mia vita “mentale” il concetto di errore è diverso e ha ragione chi dice che spesso amiamo le cose che apparentemente disdegniamo secondo la logica corrente; forse è solo il tentativo di nasconderle o proteggerle dai poliziotti dell’altra vita, quella in cui siamo debitori di qualcosa a qualcuno.

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Una comune sconfitta

Posted by Rasi su 15 aprile 2021

Non mi consolo, non ne ho voglia, anzi non ho voglie,
non quelle comunemente definite come tali.
Ho sogni, sogni bellissimi e vasti come il mare,
talmente perfetti da lasciarti sbigottito.
In fondo vivo di sorprese: stare sul web è una di queste, constatarne i limiti un’altra, rendersi conto che la volgarità
è da ogni parte intorno a noi, e che ogni giorno, inevitabilmente,
soffochiamo nell’imbecillità
diventa infine l’inevitabile conclusione.
Io faccio parte di questa comune sconfitta, che la dichiari in buon italiano e serenamente non ne cambia i connotati,
mi rende solo più ridicolo.

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